mercoledì 4 dicembre 2013

FAKE TUTORIAL: proviamo a fare un baby bomberino, parte 1

Insomma è vero che il classico procedimento di confezionamento di un capo d'abbigliamento richiede tanto tempo. Tempo più che giusto se il capo è di alta sartoria, se costa tanto, se per un evento speciale, se per esplicita richiesta di chi lo indosserà. Sicuramente la teoria bisogna conoscerla e applicarla, ma se desiderassi confezionarmi abitualmente abiti per tutti i giorni e da cambiare velocemente, quindi numerosi e diversi?

In tal caso, penso, si possa optare per un metodo facilitante e velocizzante no?

Mi sembra che sia anche l'obiettivo di Alessandra Impalli nel suo programma ReFashion (che NON è più in onda alle 15 su Real Time come prima, sigh!!): la costumista in poche ore ti aiuta a creare un abito, eliminando l'imbastitura e i punti lenti dalla realizzazione del capo. D'altronde appuntare un abito in maniera precisa è cosa che prende tanto tempo e pazienza al pari dell'imbastitura ed è allo stesso modo attendibile per procedere direttamente con la cucitura a macchina. E quante volte gli indispensabili punti lenti alla fine non vengono rispettati e non vengono fatti coincidere per motivi di ordine superiore?

Tale premessa per dichiararvi che NON HO FATTO I PUNTI LENTI
e HO IMBASTITO SOLO NEI PUNTI più PERICOLOSI per l'incolumità del capo.

Considerando che ci ho lavorato sei ore, facendo a meno delle due fasi di cui sopra, e che sono solo a metà dell'opera, posso solo pensare "grazie Alessandra! (Non ti preoccupare, so cosa sono i punti lenti, riconosco la loro importanza e li ho eseguiti un paio di volte prima di oggi ma son certa, e te ne assicuro, ricorrerò ad essi in caso di Capo d'Abbigliamento Importante.)".

Iniziamo.

Ho preso del tessuto imbottito e un pile per la fodera, sarà un bomberino mooolto caldo.

Non posto le fasi di ritaglio del cartamodello (già viste in questo post), quindi prendo i fogli ritagliati e li sistemo sul tessuto seguendo i suggerimenti di Burda a riguardo (inserto con i dettagli sul confezionamento).
Appunto il cartamodello al tessuto (ad esempio per la manica stoffa doppia ma non nella ripiegatura!) e mi scrivo i dettagli di quel pezzo, cioè il numero del modello, la taglia, l'edizione del giornale e il tipo di taglio (due volte nella stoffa appunto).

Procedo ora con il segnacentimetro e il gessetto a contrasto a segnare il margine di 4 cm per le maniche e il bordo inferiore (per allungarlo in un domani) e 2 cm per tutto il resto.


Quando si taglia non si deve MAI ALZARE la stoffa, quindi è bene mettere una mano sul tessuto per tenerlo basso e dare quanto meno spazio alla forbice per cambiare inavvertitamente traiettoria.
Ho ricavato la tasca da un cartoncino piuttosto che dalla carta velina, per ridurre il margine d'errore e avere entrambe le tasche identiche. Bisogna disegnarle ex novo, in questo caso 11 x 9 cm.

ED ECCO IL PRIMO ERRORE abbattersi sul confezionamento del bomberino (che poi bomber non è perché, secondo i miei calcoli, dovrebbe arrivare a metà coscia e non in vita).
Burda dice di incidere le tasche, etc etc (traducetemi por favor).
Questo et cetera mi risulta difficile da comprendere, per cui...
mi ritrovo a fare di testa mia. 


Questo il risultato finale:
Due taschette così: fronte imbottito e fodera di pile con un risvoltino tondeggiante del tessuto (scampolo finale forse) che lambisce il lato aperto della tasca.
UPS, però.
Queste tasche non sono quelle descritte dal giornale... a loro non serve quelll'incisione sulla parte frontale, basta cucirle nel punto in cui le desidero... queste sono TASCHE A TOPPA, mentre Burda ha cercato di spiegarmi come realizzare delle TASCHE NELLE CUCITURE!

Come rimedio, ora, alle incisioni già fatte sui davanti?

IL SECONDO ERRORE SI MATERIALIZZA nella mia mente, che d'altronde non ha trovato altra geniale soluzione!

Chiaro,
4 TASCHE!




Nessun commento:

Posta un commento