giovedì 16 gennaio 2014

che gonna a portafoglio sia!

La gonna è stata a lungo un capo d'abbigliamento unisex: i sumeri indossavano i kaunakès (balze di vello di ovino sovrapposte); gli egizi le mettevano corte e di lino (pano o pagne; skentis erano quelle indossate dai faraoni, in lino apprettato, cioè inamidato, pieghettato e arricchito con stampe); greci e romani  vestivano con il peplo drappeggiato sui fianchi e con un mantello lungo fino ai piedi, l'himation.
Dall'Alto Medioevo la gonna diventa tunica, per lui e per lei ma di diverse lunghezza e larghezza, infatti donne, imperatore e clero sovrapponevano tuniche, mentre gli uomini indossavano uose e calzoni, abbigliamento adatto alla vita militare suggerito dalle popolazioni barbare.
Durante il Medioevo la gonnella ha identificato quindi questa tunica lunga fino ai piedi per le donne e fino al ginocchio per gli uomini; il termine viene dal latino "gunna" cioè pelliccia, poiché tali tuniche a girocollo e con maniche semiaderenti erano foderate di tessuto o pelliccia.
Verso la fine del 1300 la gonnella femminile si trasforma in un abito a vita alta, elegante e scollato, mentre quella maschile si accorcia pian piano, arrivando appena sotto le natiche a metà 1500.

Il rinascimento differenzia i due abbigliamenti, il femminile dal maschile.
Le gonne delle donne si ampliano e si distribuiscono intorno alle gambe a cono, a cupola, a campana, a tamburo, in tanti modi diversi ma tutti a impedire i movimenti naturali del corpo delle nobili (leggi anche qui); le popolane invece usano gonne semplici a metà polpaccio e arricciate in vita, con camicetta, corsetto e grembiule.

Il seicento le ammorbidisce, le gonne, ma le alza sui lati all'altezza dei fianchi (i paniers in vimini sorreggono i tessuti) e le dota di uno strascico tanto più lungo quanto più alto è il rango della donna.
Nel 1672 la parola "jupes" entra nel Dizionario dell'Accademia francese.

La rivoluzione francese alleggerisce gli abiti femminili e sposta il rigonfiamento della gonna dai fianchi al didietro, si inizia a usare il sellino.

Nel'800 la gonna viene allargata, passando dalla forma a campana a quella a cupola e poi alla mongolfiera, con l'aiuto di sottogonne inamidate, le crinoline.

Fine 1800: liberalismo, in politica, economia, vita sociale e moda; le donne iniziano la propria lotta per l'emancipazione mantenendo la tortuosa e costrittiva  forma a  "S" che gli abiti impongono. Non c'è più soltanto il corpetto sopra la gonna ma anche la giacchetta: è la moda del tailleur. 

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