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mamma mia il jersey, che fatica!


 Eccccerto!
Perché non ho seguito le regole per cucirlo a dovere, il jersey, che non è un tessuto ma una stoffa a maglia rasata o a nido d'ape. Una stoffa elastica sia in lunghezza che in larghezza perché prodotto con le macchine per maglieria, liscia e morbida oltre che traspirante, semplice e di umili origini: era usata infatti dai pescatori dell'isola di Jersey nel Canale della Manica alla fine del 1800. Il jersey è anche una mucca piena di grasso e proteine originaria della stessa isola inglese. Il jersey si può ricavare da diverse fibre, dal cotone, dalla lana e dalla viscosa.  Rimase inadatto all'alta sartoria fino al 1916 quando Coco Chanel ne comprò una partita dal venditore di stoffe Jean Rodier. Da quel momento la maglieria uscì dal solo ambito della biancheria ed entró in quello della moda, e con lui l'ago fino a punta arrotondata indispensabile per non spezzare le morbide maglie del tessuto.



 Cucire il jersey è impegnativo ed è indispensabile fare una cucitura di prova su un ritaglio di stoffa per settare la macchina.  Prima di tutto BISOGNA LAVARE LA STOFFA prima di cucirla per evitare deformazioni postume, il jersey in fibra sintentica tende a ritirarsi infatti con il lavaggio. Bisogna infatti definire la PRESSIONE DEL PIEDINO diminuendola per permettere il passaggio del tessuto.  Bisogna BILANCIARE IL PUNTO affinché sia simmetrico anche su una stoffa 'mobile' come il jersey. BISOGNEREBBE USARE IL PIEDINO IN TEFLON o in plastica, materiale che fa scivolare meglio il tessuto. BISOGNA USARE IL GIUSTO AGO 75/11 A PUNTA ARROTONDATA ( quando l'ago è sbagliato o  spuntato, la cucitura presenta dei tratti lunghi, poiché l'ago ha saltato dei punti,  non ha cioè aggangiato correttamente il filo di sotto). NON BISOGNA TIRARE LA STOFFA DURANTE LA CUCITURA. BISOGNA USARE UN PUNTO ELASTICO. NON BISOGNA IMBASTIRE IL TESSUTO per non rovinarlo ma appuntarlo con gli spilli. BISOGNA USARE UN FILO IN POLIESTERE più resistente di uno in cotone. BISOGNA USARE IL PUNTO OVERLOCK, che rifinisce l'orlo come una taglia-cuci; in alternativa si può usare il punto ZIGZAG ma sempre di tipo elastico per non slabbrare il tessuto o ancora l'ago gemello.
Per spingere la stoffa ci si può aiutare con uno spillo e, altra chicca, si può mettere una striscia di carta di giornale o velina tra il tessuto e il piedino e cucire sul tessuto per agevolare il passaggio della stoffa e poi con uno strappo delicato eliminare la carta (metodo che si usa anche per cucire gli imbottiti con un lato aperto). Per foderare un capo in jersey BISOGNA USARE UN TESSUTO ELASTICIZZATO, come una maglina leggera. Per rifinire le maniche e il collo ci vuole uno SBIECO.


OGNI TESSUTO VUOLE UN TIPO DI AGO, guarda qui .

E guarda anche qui se vuoi farti dei leggings.

Leggi qua per conoscere meglio il piedino da sopraggitto.

E da questo blog che riguarda il jersey c'è anche un bel tutorial per la realizzazione di un vestito figo trovato nel libro della stilista giapponese Hisako Sato. Un ultimo tutorial per noi, famose sto vestito arricciato.



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donne con le gonne

Sono un'apprendista sarta birichina e dimentichina: da quanto tempo rimando la scrittura di un nuovo post?
:(
E' che ho sempre qualcosa di più urgente da fare. Sto allestendo il mio negozio Etsy, devo essere più produttiva che mai in questi primi mesi del 2015, perché a fine luglio arriverà un bimbino/a qui in casa e non avrò molto tempo né pace mentale per potermi dedicare tanto all'arte grafica quanto a quella sartoriale! :)

Sarte alla lettura, se state pianificando il vostro matrimonio o cooperate nell'organizzazione di quello di un'amica o di un parente, se tra pochi mesi ci sarà il battesimo del vostro primo/secondo/terzo/quartogenito, se avete bisogno di bigliettini da visita, cover image per la pagina facebook del vostro negozio, il logo per la vostra neonata sartoria, SCRIVETEMI a graficious@gmail.com oppure info@graficious.it.

Comunque, self-promotion a parte, nelle ultime due settimane ho cucito un bel po', e mi piacerebbe dettagliare meglio con foto e parole la mia attività con ago e filo ma ci vorrebbe troppo tempo, e visto che ho il negozio Etsy da riempire di carinerie cartacee,rinuncio ogni volta a fare tutorial a riguardo.

Cosa ho fatto recentemente?

Diviso un cuscinone di due metri in due cuscini da un metro e quindi diviso la foderona di due metri in foderine da uno.

Passato a macchina il famoso cappottino rosso, a cui ho deciso di togliere la fodera imbottita, ma che devo ancora finire di foderare con tessuto da definirsi...sigh.

Utilizzato lo stesso cartamodello (solo la parte superiore) del cappottino di cui sopra per farmi un piumino di mezza stagione con maniche a 3/4. E' quasi finito, ho fatto diversi errori mah insomma potrei indossarlo!
Posterò delle foto.

Sistemato il mio angolo delle stoffe che si era incasinato troppo. aaaaaa!

Cucito una gonna a pieghe blu. Metterò foto.

Cucito una gonna a ruota nera a piccoli pois verdi. Foto anche per questa.

Cucito una gonna svasata in seta grigio talpa che poi ho unito a un corpetto in seta avorio, fatto su misura da me (ebbene si!) circa sei mesi fa. E' diventato un bel vestito-sottoveste morbido e liscio a cui abbinare una gonna in chiffon di un colore strano che ho imbastito ieri. Insomma foto anche di questo capo perché è per un matrimonio! :)

Ed è per questo, per questi ultimi capi realizzati, che il post di oggi si occupa delle gonne delle donne!

GONNA A RUOTA,  facile e mooolto di moda questa primavera, soprattutto a vita alta.
Ispirata alla gonna messicana e proprio esportata dalle dive del cinema americano al ritorno dalle proprie vacanze, si è contrapposta alla vigente "gonna a matita", non solo nel modello ma proprio nel mood, nei colori e nelle texture. Leggetene di più qui.
Il cm in più che viene aggiunto al punto B serve a seguire meglio la conformazione del corpo femminile, il livello della vita anteriore è infatti più lungo di un centimetro rispetto a quello della vita posteriore.



GONNA A MEZZA RUOTA, che si sgonfia un po' rispetto alla sorella maggiore, è meno svasata.
La differenza tra le due sta infatti nella quantità di tessuto utilizzata: la mezza ruota occupa una superficie pari alla metà del cerchio, mentre la ruota intera utilizza uno spazio pari al cerchio intero.
Mentre nella gonna a mezza ruota ci ricaviamo il diametro del cerchio che è la vita (circonferenza : 3,14, arrotondando a 3), nella gonna a ruota ricaviamo il raggio (circonferenza : 6,28, arrotondando a 6). Aprendo la stoffa ripiegata della mezza ruota viene fuori una mezza ciambella, aprendo quella della ruota intera viene fuori una ciambella intera....gnam gnam!








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ma quanti aghi ci sono?

Ecco perché ogni tanto la macchina impazzisce: crea grovigli di filo, salta dei passaggi, cambia modalità di cucitura, lascia dei buchi nella stoffa, manda giù il tessuto nel buchetto e/o il filo si spezza!
Non c'entra solo il Fato e tu lì a maledire la macchina e a scucire e a rimettere il filo e a rifare tutto daccapo.

Beh, a dir la verità, un po' ci avevo pensato al fatto che l'ago potesse entrarci qualcosa nel complotto, ma avrei dovuto approfondire e non era mai il momento giusto.

Oggi si però! E anche se ho un tutorial da finire (iniziato due mesi fa... sigh) e anche se a Natale/Capodanno, non ho potuto sfoggiare alcun cappotto irregular e oversize rosso con interno imbottito nero, apro questa parentesi di teoria succinta e graziosa.

- Anche perché continuo a non terminare il cappotto di cui sopra, per cui non posso proseguire il tutorial... sigh -

(Molti amici di Cucitious su Face si sono aggiunti, per cui li esorto: SE AVETE TUTORIAL CON FOTO DA MOSTRARE, BEN VENGANO! Scrivetemi e copierò e incollerò nel blog: graficious@gmail.com)



Bene, come recita il titolo, CI SONO MOLTI AGHI AL MONDO e il loro utilizzo dipende dal tipo di tessuto su cui stiamo lavorando.

Alla base del cucito a macchina stanno gli AGHI UNIVERSALI, adatti alla maggiorparte dei tessuti, al jersey e al sintetico. Hanno stessa punta e stessa cruna ma una diversa numerazione dovuta allo spessore dell'ago.
Esistono poi gli AGHI PER TESSUTI STRETCH SINTETICI, gli AGHI CON PUNTA A SFERA per maglia e corsetteria, gli AGHI PER PELLE, FINTA PELLE e materiali non telati, gli AGHI PER IL JEANS quindi tessuti a trama spessa e finta pelle telata, gli AGHI MICROTEX per seta e tessuti in microfibra, gli AGHI PER RICAMO, gli AGHI PER TRAPUNTO (quilting) e patchwork, gli AGHI DOPPI/gemelli per nervature e cuciture doppie e orli, gli AGHI TRIPLI sempre per ornare, gli AGHI A LANCIA (wing) per orli a giorno e punti decorativi, gli AGHI A LANCIA DOPPIA, quelli PER FILI METALLICI e PER CORDONETTO e fili spessi, infine gli AGHI HANDICAP con infilatura facilitata.

Oddio quanti! E chi l'avrebbe mai detto? Personalmente non li ricorderò nè userò tutti. Per questo sintetizzo graficamente solo gli aghi a me potenzialmente utili. Codesti:



L'ago è vecchissimo. Nasce nel Paleolitico, 60000 anni prima di Cristo, è di osso e appare così:
                 historical novelstone age pin 81x400 I Am On Pins and Needles!                      historical novelbronze pin I Am On Pins and Needles!

Gli Egiziani ricavano gli aghi dalle spine di pesce. Mentre i Sumeri intorno al 3000 a.C. fanno spilli in ferro. 
In Russia sono stati trovati aghi di avorio di 32000 anni fa. 

Per secoli i vestiti vengono assemblati solo con l'ago; i bottoni si diffondono ampiamente come metodo di chiusura solo nel medioevo.

Nel 18° secolo la produzione di aghi raggiunge il suo apice e coinvolge un team di 15 operai, per i quali respirare l'aria piena di particelle di metallo è estremamente pericoloso.

historical novelpins 18th century 114x400 I Am On Pins and Needles!       historical novelbrass pins late 1800s 230x400 I Am On Pins and Needles!

La prima macchina industriale per fabbricare spilli viene brevettata nel 1830 da John Howe.

Una rivista scientifica americana nel 1903 riporta che circa 3000 aghi vengono prodotti al giorno nel mondo, soprattutto in Gran Bretagna. Nel 1920 gli americani acquistano 14 miliardi di spilli all'anno.

historical novelsewing needles folder 300x182 I Am On Pins and Needles!

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sponge is cotton terry!

il tessuto di cotone a spugna si chiama cotone terry, lo sapevate?
Io no, e l'ho scoperto nei minuti precedenti alla decisione di scriverci un post sull'argomento spugna!
Che mi rimanga tutto bello scritto orsù!
Anche se i materiali nel web a riguardo sono da cercare in profondità!

Il tessuto spugnoso serve ad assorbire quanta più acqua e per far ciò ha due orditi (l'ordito è il filo verticale, la trama quello orizzontale): un primo maggiormente TESO che funge da ossatura e viene chiamato ORDITO DI FONDO, un secondo che molleggia il filato  più MORBIDO che viene chiamato ORDITO DI EFFETTO O DI RICCIO. Il tessuto spugnoso può avere codesti ricci solo su una sola faccia o su entrambe, quindi può essere SEMPLICE o DOPPIO.

E' la lunghezza del filato dell'ordito di riccio a determinare la capacità di assorbimento dell'acqua: tanto è maggiore tanto più il tessuto di spugna assorbe.

Sussiste un'ulteriore differenza tra il TOWELL TERRY e il FRENCH TERRY.
Il primo è un tessuto ottenuto mediante tessitura con i lunghi anelli su entrambe le facce.
Il secondo è generalmente usato per l'abbigliamento e lavorato a maglia, ha una faccia piatta e una ad anelli.
Entrambi si compongono al meglio di cotone al 100%, ma possono essere mischiati con del poliestere e per il french terry con della lycra.

L'azienda inglese Christy,  che apre il primo stabilimento per la produzione di asciugamani nel 1850 a  Droylsden, è considerata come l'inventrice del primo tessuto di cotone ad anelli, terry cloth, con procedimento industriale; è stata questa azienda ad aver costruito e patentato la macchina per ricreare i ricci di filato dopo aver scoperto questo tipo di tessuto a Instanbul.

Ci si può poi trovare a leggere sulla etichetta dell'accappatoio che siamo intenzionati a comprare, 'cotone egiziano' o 'cotone turco', entrambi di ottima qualità, solo che il turkish cotton necessita di una paio di lavaggi  per raggiungere la morbidezza ottimale.

Il cotone terry è un pile fabric ovvero un 'tessuto ammucchiato' (...mmm... traduzione letterale) in cui filati tagliati o arricciati molto vicini tra loro sono attaccati a un filato di base, come la ciniglia, il velluto, il pile.

Indicativo della qualità del tessuto a spugna è il peso al metro quadrato:
un cotton terry da hotel di lusso ha un peso di 700/800 gr al metro quadrato, ma anche uno di 600 gr è considerato morbido, elegante e sfarzoso. Peso a parte, decisiva è la qualità del cotone.

Infine i consigli della vice-presidente dell'e-commerce di biancheria da letto Linenplace.com:
- lavare sempre il cotton terry prima di usarlo per eliminare eventuali residui di colorante e lanuggine,
- aggiungere mezza tazza di bicarbonato al lavaggio affinché il cotone mantenga un profumo fresco,
- sbattere il cotone appena lavato e appena asciugato perché rimanga leggero,
- non usare l'ammorbidente durante il lavaggio, in quanto composto chimico che trattiene umidità sui tessuti.


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crowdfunding per il Graficettario!

Care apprendiste sarte vi ho più volte in questo bloggetto parlato di un carinissimo ricettario illustrato, ora in vendita su Amazon. Beh ora sto raccogliendo fondi per promuoverlo sul territorio. Il crowdfunding è la nuova frontiera di partecipazione corale: privati come me con un progetto tra le mani chiedono supporto economico per la realizzazione completa di tale progetto ad altri privati, al popolo del web, ai probabili interessati. IN CAMBIO DI RICOMPENSE!
Guardate quelle del Graficettario.


E ora una grafica sul drappeggio.

Esistono 4 modi per drappeggiare un tessuto.
Il primo è un drappeggio LENTO, slack.

Il secondo è A PIEGHE, tuck.


Il terzo è RACCOLTO, gather.

Infine il DOPPIO DRAPPEGGIO, drape drape, che unisce la prima e la seconda tecnica.





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sorry sorry sorry


graficettario

Che blogger sciagurata!
Quanto mi dispiaccio di aver tralasciato il fantastico mondo delle stoffe per un mese intero!
Ma non ce l'ho fatta,
MI SPOSO tra due mesi e il GRAFICETTARIO, ora in vendita su Amazon, ha bisogno di un piano di marketing quasi adeguato per essere seriamente lanciato nell'agguerrito mondo dell'editoria!

In questo mese ho: - terminato il libricino e creato il suo blog; - fatto acquisti su Etsy e poi aperto il mio negozietto lì; - disegnato le partecipazioni, pensato alle bomboniere, calcolato gli invitati etc etc e uff;
- sostenuto tre colloqui!; - tornata a casa per Pasqua; - andata in Germania 4 giorni e tornata con una bella ricetta di paninozzi; - e tante altre cosette.

Comunque oggi son qui per riportare la tabella frazionaria, anche da stampare.
Codesta tabella velocizza il calcolo delle misure, viste che ci si trova spesso a dover applicare un 1/2 o 1/6 alla misura in cm rilevata.



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seta

Mi raccolgo qui le informazioni sul tessuto seta cercate oggi nel web:
- curiosità sulla seta qui
silk vs satin,
 non sono sinonimi, sono due diverse lavorazioni del tessuto ricavato dal baco
- il baco viene fatto morire: è lo sfarfallamento
- c'è una cernita tra i bachi e i selezionati vengono sottoposti a spelaiatura, vengono cioè eliminati i peli      superficiali
- bagno d'acqua per eliminare la sericina
- le bavelle sono riunite in un unico filato
- la seta è costituita da fibroina e sericina
- è seta vera se bruciandola, si polverizza e emana un odore di pollo bruciato
- facilmente confondibile con il poliestere, se si brucia e si irrigidisce facendo micro palline, non è seta!
- vengono dalla seta: il taffetà, l'organza, lo chiffon, l'organza, il raso, il lampasso, il broccatello, il velluto, il damasco, il broccato, la crêpe, la crêpe de Chine, la duchesse, il mikado, il razmir, il voile, il cady, l'haboutai, il twill, lo shantung, la bourette.
- si macchia con l'acqua
- è antimicrobica e ipoallergenica
-la sua unità di misura è il "momme", si abbrevia con 'mm' e si pronuncia "mummy", è come l'oncia per il cotone
-più alto è il momme (che ne misura la densità), più la seta è pesante, maggiore quindi la sua qualità
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misuriamoci tutto:

- CIRCONFERENZA VITA, ovvero dove la vita ha il suo maggiore incavo
- CIRCONFERENZA TORACE,
- CIRCONFERENZA BACINO,  ovvero dove i fianchi hanno maggiore sporgenza
- CIRCONFERENZA SENO, ovvero dove il petto ha maggiore sporgenza
- ALTEZZA SENO
- DISTANZA SENO , ovvero da un punto all'altro del colmo petto

- LUNGHEZZA VITA DIETRO, ovvero dall'incollatura nel mezzo fino alla vita
- LUNGHEZZA VITA DAVANTI, ovvero dal punto più alto della spalla fino alla vita

- LARGHEZZA DORSO
- LARGHEZZA SPALLE DIETRO, ovvero da un punto all'altro dell'attaccatura delle braccia

- LUNGHEZZA GOMITO, ovvero a braccio piegato distanza dall'attaccatura del braccio fino al gomito

- LUNGHEZZA MANICA, ovvero a braccio piegato dall'attaccatura del braccio passando per il gomito fino al polso
- LUNGHEZZA GINOCCHIO
- CIRCONFERENZA BRACCIO, ovvero dove il braccio è più forte

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GONNA DRITTA: studiamola!

Dopo aver trovato tanti appuntini di mia madre, che una decina di anni fa ha seguito un corso di cucito senza poi essersi dedicata al cucirmi vestiti fighi e su misura, e dopo aver studiato le prime pagine, eccomi pronta per riassumere e rappresentare graficamente per voi e per me ciò che ho capito :D
E inoltre questo schemino e il successivo e quello dopo ancora potrebbero essere utili a una qualche partecipante al primo contest di C., che ha come oggetto una GONNA!

Struttura del dietro:
- A-A1 = 1/4 della circonferenza vita -1 cm + 3 cm per la ripresa;
- A1-A2 =  rialzo di 1 cm;
- E-E1 = ripresa di 3 cm;
- d-d1 = lunghezza ripresa di 14 cm verso il basso, d = 1/2 E-E1, d-E = 1,5 cm, d-E1 = 1,5 cm;
- A-B = lunghezza bacino;
- A-C = lunghezza gonna fino al ginocchio (regolabile);
- B-B1 = 1/4 della conferenza del bacino - 1 cm;
- C-C1 = B-B1;
- C-F = 4 cm;
- F-F1 = 18 cm (regolabile).


Struttura del davanti:
- A-A3 = 1/4 della circonferenza vita -1 cm + 2 cm per la ripresa;
- A3-A4 =  rialzo di 1 cm;
- E1-E = ripresa di 2 cm;
- A-d = 1/10 della circonferenza vita + 2 cm;
- d-d1 = lunghezza ripresa di 10 cm verso il basso, d = 1/2 E-E1, d-E1 = 1 cm, d-E = 1 cm;
- A-B = lunghezza bacino;
- A-C = lunghezza gonna fino al ginocchio (regolabile);
- B-B2 = 1/4 della conferenza del bacino + 1 cm;
- C-C1 = B-B1;


Struttura del cinturino:
- A-B = circonferenza vita;
- B-B1 =  sormonto di 2 cm;
- A-C = lunghezza cinturino di 5 cm (regolabile).

Ecco fatto, la gonna dritta non è più un mischtero: la teoria c'è manca la pratica.
Quindi vai con la prima gonna base senza ricalco del tracciato dal Burda di turno ma attraverso la creazione ex novo del modello costruito sul nostro corpo (im)perfetto.

Gli appunti ricordano che LE MISURE VANNO PRESE SULLA PERSONA VESTITA con abiti leggeri.

E dicono che per facilitarci i calcoli proporzionali per costruire i modelli possiamo ricorrere alla, per me finora sconosciuta, TABELLA FRAZIONARIA; sono attualmente indecisa sul riportarvela o meno nel blog, sarebbe utile poichè mi sembra che nel web difficilmente si trovi ma sarebbe anche una faticaccia trascrivere tutti i numeri che contiene (parlo di ben 50 righe per 12 colonne). Ci dormo una notte su.

Questa cosa però ve la riporto subito:
LA CIRCONFERENZA DEL TORACE DETERMINA LA NOSTRA TAGLIA, se ad esempio è di 88 cm molto molto probabilmente la nostra taglia personale sarà la 44, esattamente la meta dei cm misurati; è da ritenersi infatti LA PIU' IMPORTANTE DELLE MISURE DA PRENDERE.








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tanti punti...

Prima di proseguire con il FAKE TUTORIAL, vorrei saperne di più sui punti a mano.
Ecco quindi,  per voi e per me, una grafica riassuntiva e qualche parola (per maggiori dettagli guardate qui e qui).

Prima del 1924 i punti di cucitura avevano tanti nomi quante le lingue, ogni paese utilizzava un proprio termine per riferirsi alla tecnica usata. In due anni la Federal Specifications Board degli Stati Uniti d'America ha classificato e definito universalmente i punti di cucitura, suddividendoli innanzitutto in PUNTI A MACCHINA e PUNTI A MANO.



ZOOM:



- punto imbastitura
- punto molle/lento
- impuntura
- punto filza
- sopraffilo/sopraggitto
- punto mosca
- punto a cordoncino


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che esaurimento!

ahahaha...
altro errore:

tasca a MARSUPIO,
non a canguro!
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Burda-italiano: cercasi traduttore

Questa la prima fase per il confezionamento della giacca, si parte dalla TASCA.

Seriamente,
io mi ritrovo spesso a rileggere le spiegazioni in 'burdese' tre o quattro volte, anche a voce alta, anche supplicando per l'aiuto del pubblico accanto a me, senza risultati consistenti. Ricorro al web, leggo di casi simili, guardo un video-tutorial che non ci azzecca granché con ciò che devo cucire,
e dulcis in fundo faccio di testa mia.

"Lavorare le tasche con profilo unilaterale nelle parti davanti: contrassegnare una linea di incontro per il profilo alla distanza di 1 cm (= altezza finita del profilo) dalla relativa linea di attaccatura. Piegare i profili per le strisce a metà altezza e stirarle; il lato dritto è all'esterno. Imbastire le strisce così doppiate sulla linea d'attaccatura dei profili, in modo che il modo di ripiegatura dei profili combaci con la linea di incontro e i bordi longitudinali aperti si trovino tra le linee delle tasche. Cucire i profili lungo la relativa linea di attaccatura. Cucire i sacchetti tasca in stoffa lungo le relative linee d'attaccatura. Incidere tra le cuciture, incidere in sbieco alle estremità delle cuciture senza comprendere le strisce per i profili e i sacchetti tasca. Disporre i profili nelle aperture, rimboccare all'interno i sacchetti tasca. Attaccare i sacchetti tasca in fodera sui margini delle cuciture d'attaccatura dei profili. Disporre all'interno i triangolini alle estremità delle aperture, cucirli sui profili e sui sacchetti tasca, dall'estremità di una cucitura all'estremità dell'altra. Regolare i sacchetti tasca e chiuderli."
Quindi, come si fanno queste tasche, io ho il mio metodo sbagliato che renderò pubblico nel prossimo post

AAA cercasi interpreti del burdese per sarte inesperte,

disegnini per una migliore rappresentazione della procedura sono super-accetti!
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bellissimi abiti nuvola

Lei è la stilista di abiti da sposa che preferisco: Vera Wang.
Mi piacciono tutti i suoi abiti ma penso che quello che mi più rappresenti sia così

lo trovo nuvoloso, leggero, volatile, trasparente, delicato, immenso, importante.
Bisognerà avere il corpo giusto per indossarlo o farà la sua bella figura anche così riempito ( ho oscurato il viso della ragazza) ?

I vestito dovrebbe rifletterti...e non solo interiormente...

Il tessuto leggero come il tulle esalta i corpi esili e li 'allarga'; i corpi più rotondetti e pesanti è meglio bardarli con tessuti più pesanti e astringenti che sottolineano le curve ma contenendole.



Cerchiamo di ricapitolare con una grafica:



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d'ora in poi solo cose serie

Si, da quando ho fatto il disegnino della mia macchina mi sono avviata lungo il sentiero in salita dell'apprendimento serio.
Quindi oggi, nona mattina chiara di un sabato novembrino che decorre veloce, espongo i primi step del cucito, ovvero scelta del modello, individuazione del cartamodello, ricalco e ritaglio del cartamodello, studio di parole strane del giornale.

1 -  individuazione del cartamodello: apro il foglio unico del Burda (finora li ho presi da lì), individuo il foglio contenente il modello da me scelto, in questo caso foglio D; questa informazione è specificata nel box tecnico che illustra i pezzi di cui si compone il modello, il tipo di contorno per ogni taglia e il colore del tracciato, in questo caso nero.


2 - ricalco del cartamodello: allora il mio maglione si compone di 4 pezzi da ritagliare (fronte, retro, fronte e retro della manica). Ogni pezzo è identificato da un numero: ogni numero è riportato al margine del foglio D per circoscrive l'area interna in cui si trova il tracciato completo. Partiamo dal numero 24, dal fronte della manica. Cerco il 24 ai margini del foglio D, trovatolo (aaaaa, devo fare la manicure!) mi muovo internamente, verso l'alto, alla ricerca del 'vero' 24, quello vicino alla linea di contorno nera come scritto nel box tecnico. La mia taglia tedesca è una 42 e il suo tracciato ha una sua tratteggiatura, indicata da quel brutto dito nell'ultimo step.

3 - ritaglio del cartamodello: sovrappongo la carta velina al foglio D, stendendolo per bene a coprire tutta il tracciato del pezzo 24 e procedo con il ripassare a matita (o altro dalla punta sottile) tutto il mio pezzo. Infine forbici per carta in mano e precisione quasi massima: ecco il fronte della manica.




4 - studio di parole strane del giornale: ne ho trovate un paio e prima del blog (nuovo tipo di datazione, ante e post blog :)) non le ho analizzate nello specifico; è giunto il momento di capire cosa sono la fliselina e la ratina, e dettagliare meglio lo sbieco.
La fliselina è una teletta usata per rinforzare una parte del capo d'abbigliamento come il colletto o i polsini; può essere termoadesiva, cioè con colla su uno dei lati, in modo da farla aderire al tessuto e poi stirarla per incollarla del tutto.
La ratina è un tessuto di lana pesante ma morbida alla mano.
Lo sbieco si acquista già fatto o si può ricavare tagliando la stoffa con un angolo di 45° rispetto alla direzione normale del filato, questo taglio in obliquo permette al tessuto di essere molto più elastico e manipolabile rispetto al DRITTO FILO, in cui sono generalmente ritagliati gli abiti. Spesso lo sbieco come fettuccia di tessuto, generalmente cotone, viene usata per le rifiniture e i bordi ( per il mio primo tubino in fresco lana ho però usato uno sbieco in raso); questo sbieco è ripiegato internamente e stirato, in modo da avere una piega permanente.


* ORDITO è il filo verticale
   TRAMA è il filo orizzontale
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La mia macchina

La mia macchina da cucire è una Singer Promise 1408 e con questo post colgo l'occasione per studiare la giusta terminologia tecnica.

Non riporto il pedale e il cavo di alimentazione, né la maniglia.

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