Visualizzazione post con etichetta cucitious. Mostra tutti i post
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da anni voglio farmi un pantalone....

ce la farò?
Linkandovi qui una breve storia dei pantaloni e qui una foto di un pantalone vecchio di 3000 anni, e comunicandovi l'ipotesi che i pantaloni siano stati inventati da pastori nomadi capaci di cavalcare, vi sto solo anticipando i contenuti di questo graaaande post del rientro.
Un post con TUTORIAL....yeahhhh
Beh non so se riuscirò a mettere in pratica lo studio, ma di certo farò un cartamodello su misura e riporterò nel blog ciò che leggo da font attendibili.

Devo dire che il pantalone a cui mi ispiro è a gamba larga e io in realtà lo vorrei più stretto sui polpacci, oppure mi piacerebbe a palazzo. Ma noi che abbiamo fantasia, sappiamo come modificare, seguendo il nostro intuito, il cartamodello per le nostre finalità.

Guardando il modello, posso dirvi con certezza che a noi interessa fare bene la parte alta del pantalone, fino al cavallo, prendendo con minuzia le misure del nostro bellissimo corpo.

Vorrei palesare i miei centimetri, ma vi annoierei :)

E vorrei anche dedicare una riga al termine "appiombo", che significa "Direzione verticale come quella del filo a piombo" (enciclopedia Treccani online), ergo "A. di un abito, caduta della stoffa in linea verticale".

Ecco lo schema per disegnare il vostro cartamodello su misura:

Il retro del pantalone è traslato, spostato di 2 cm in media verso sinistra ed è più grande del davanti di 2 cm su ogni lato.
Sottolineo che mi sembra più difficile a dirsi che a farsi.
Questo è lo schema per il retro:

E qui vi sovrappingo fronte e retro della parte alta, per capire meglio (soprattutto io...sigh):
 



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a natale puoi

tra una settimana torno a casa con il bomberino per il nipotino da impacchettare e qualche dono già imballato...avrei voluto preparare regalini cuciti con mia sorella ma non ho avuto il tempo giusto...
ora ho una mia casa ma quella originale resta l'altra,
per quanto tempo ancora?
quando la  mia casa di ora sarà la MIA CASA?
quando avrò un figlio?
quando saranno passati dieci anni dal primo giorno nel quarto piano?

è giusto provare a vincere o ci si stanca solo?




ma soprattutto, ce la farò a farmi un cappottino rosso come si deve? senza ingannare Burda nè giocare di fantasia?

ed il Graficettario trionferà?

NUOVO ANNO RISPONDIMI TU


















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keep calm and call a true sarta...

che pastrocchio incasinato che sto facendo...
non è ancora terminato il bomberino "fashion victim and I don't care" ma l'incipit non è stato dei più allettanti.

Sarà che son troppo impegnata e non ho la mente libera e tranquilla (provo sensi di colpa quando mi allontano dal computer e ansia quando faccio altro dai progetti che devo portare avanti - uno di questi è diviso in parti e la prima è in fase di stampa - ), sarà che senza una Sarta-Guida è difficile buttarsi con ottimismo in nuovi progetti, sarà che Burda parla un linguaggio che non comprendo facilmente...

Sarà che il giornale mi dice di cucire le spalle ai laterali e poi attaccare le maniche che escono male, perché è faticoso e con possibilità di arricciatura involontaria più alte, sarà che ho ricordato tardi che in altre due occasioni, durante il corso, ho cucito prima le spalle poi le maniche alle spalle, poi i laterali tra loro, per poi chiudere le maniche e rifinire l'incrocio tra i tre elementi....

sarà poi, e ripeto sarà,
che non ho trovato un cartamodello da bimbo e mi son trovata a PRENDERNE UNO DA BIMBA certa che bastasse eliminare il leggero restringimento in vita.

Sarà che non ho capito se questa giacchetta (neanche un bomber!) da bimba avesse maniche a 3/4 o normali (giuro che dalla foto non si capisce!), sarà che di mia iniziativa ho deciso di allungarla per farla arrivare a metà coscia...

sarà forse che non ho assolutamente capito come fare le tasche (vi trascriverò il pezzo in aramaico del Burda) e così da due che riportava il modello me ne sono uscite ben 4.

So cosa state pensando.

Avrei dovuto mollare da principio, non iniziare senza il cartamodello appropriato.
E ho decisamente sbagliato a svelarvi tutto in anticipo, così da razzolare via quella (permettetemi un aggettivo inesistente ma azzeccato) sbriciolosa fiducia nei miei confronti.. sigh.

Insomma avrei dovuto dirvi DOPO il mio PRIMO prossimo FAKE TUTORIAL che questi errori si sono materializzati incontrollabilmente uno dopo l'altro, senza sosta, costringendomi a fare un lavoro bizarre per non dire brutto, e autrement bon per non dire cestinabile.

Ma il giubetto c'è quasi, l'ho fotografato e ve lo descriverò, tutto!
Tanto lo regalerò lo stesso!
Uhuhuh

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ancora?! ancora un post oggi?!?

Si ancora un post (dopo di che basta perché devo iniziare il redesign di graficious)...

un postino per annunciare l'avvenuta realizzazione della pagina Facebook di Cucitious,
è qui che voi futuri partecipanti dei fantastici contest, concorrenti motivati dall'entusiasmo e dall'allettante premio non in denaro né in moneta né in cose e cosette ma da ALTRO, caricherete le immagini delle vostre creazioni e aspetterete il verdetto del pubblico e magari di una giuria di esperti volontari ancora da formare :D.


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unconventional sewing blog

Ho pensato che è inutile costringermi a rimanere fedele a un'agenda del cucito.
Perché questo è un UNCONVENTIONAL SEWING BLOG, come un unconventional Christmas o una unconventional Beauty o un unconventional Party o Tour o Wedding... a battere i tasti c'è una tipa che di sewing sa poco e sta sfruttando il blog per raccogliere e organizzare quante più nozioni sul cucito appunto, in modo da averle sempre a portata di mano e poiché scrivendo, elabora le informazioni più approfonditamente.
Quindi non si cuce solo di domenica e non si scrive solo di lunedì.
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Aaaa non ce la faccio a cucire solo di domenica

Okey, mi è scappato.
Ieri ho tagliato e imbastito e stamattina cucito e quasi terminato un abitino fatto più o meno così:

É successo che avevo due scampoli in jersey ma prima ancora c'era il fatto che disponevo già dei quattro pezzi in carta velina (difatti ho deciso di dedicare qualche serata dopocena a ricavarmi i cartamodelli dei capi vorrei ci fossero nel mio armadio).

Poi è successo che ieri alle 17 mi son trovata con un certo bisogno di riposare gli occhi e allontanarli dallo schermo (Ettario è pronto e, novità, avrà un seguito...) ed allora ho iniziato: ho sovrapposto i pezzi, li ho appuntati, tagliati etc etc.


Visto che a proposito dei contest di cucito, ho buttato lì l'ipotesi di premiare le vincitrici dei vari contest con un libro self-published a condizione, però, che i modelli premiati risultino per un 30% modificati rispetto all'originale, potrei approfittare di questa mia svista di cucito fuori dagli orari prestabiliti per ipotizzare queste eventuali modifiche che differenzino il capo in gara dall'originale.


Potrei ad esempio modificare l'abitino di sopra con una coulisse alla base oppure potrei cambiare il collo, optando per una scollatura a 'V' piuttosto che la barchetta proposta nel modello, oppure potrei aggiungere delle tasche, cosa non previsa nell'originale. Insomma un paio di modifiche e il 30% è fatto, solo bisogna fare un riferimento specifico al modello di partenza con data e nome della rivista, numero del modello, etc.

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il giorno del cucito

Potrei aver deciso che il giorno del cucito ufficiale nella mia settimana lavorativa sia la domenica.

Ci vuole un appuntamento fisso con le lettrici del blog (almeno quella mia amica... mi sa che mi madre non è costante...grr) e questo giorno di rinnovamento contenutistico di codesto blog dedicato all'apprendimento dell'arte del cucito (quanta specificazione!) è il lunedì.

La domenica si cuce e il lunedì si  descrive il pastrocchio del giorno precedente.

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storia del maglione senza stoffa

Buongiorno!

Stamane avevo altro in programma, tipo terminare Ettario, quando ho pensato di scrivere du righe sulla fine del maglione di cui vi ho illustrato con foto le fasi iniziali di ritaglio del cartamodello. Mi loggo su Blogger, apro un nuovo post, quando mi dico: "ma vediamo se magari chissà... qualche commento....". E invece ho trovato il primo vero Membro (perchè io-Graficious non faccio testo) del mio blog.
Insomma, è una bella sensazione e vorrei pubblicamente salutare il fautore della mia pétite joie matinale:
Ciao Sara V., che hai un blog con 13.226 visite e 37 Membri! (ma non hai votato il tuo capo preferito? :D)

Torniamo alla storia quasi infelice del maglione a cui mancavano i giusti metri di stoffa per essere il maglione che avrebbe dovuto essere!

Il punto è che la ratina (tessuto di lana) costicchiava e al momento dell'acquisto ho optato per un metro e sembrava un bel pezzo di stoffa!

Nonostante abbia cercato di posizionare i pezzi cartacei nel migliore dei modi, guardando al centimetro, mi sono accorta che la ratina non mi sarebbe bastata.

Attimo di ingegnosa riflessione e poi... eureka! Ahahaha, glielo faccio vedere io a Burda come riesco a farmi questo maledetto maglioncino in un metro di ratina!

Stringo qui, stringo la, ma si tanto è un modello largo, accorcio pure qua...ta ta ta...okey si, questo c'è uscito...cacchio questo potrebbe non farcela.... evvai c'è uscito anche 'sto pezzo... ora toc
Oh no! Non bastaaaaaaaaa!

Morale della favola: mai lottare contro Burda, se nel profiletto tecnico c'è scritto che occorrono 2 metri per ogni taglia allora ne occorrono 2, punto e Schluss!
Così ora devo tornare al negozio (che ancora non è mio sponsor e quindi non lo nomino... ma semmai volesse sono disponibile :D) e sperare che la ratina grigia non sia terminata come l'estate un mese fa.



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primo contest rispiegato

Ecco come funzionerà il primo contest di Cucitious, e come lui tanti tanti altri.

1 - Il sondaggino, ovvero il pubblico vota per determinare l'oggetto del contest - dura due mesi -
 
2 - La creazione, ovvero le concorrenti (non serve iscrizione!) hanno un mese di tempo per realizzare il capo di abbigliamento scelto tramite sondaggio - libertà assoluta nella scelta di modello, tessuto, etc
                                 

3 - Il caricamento su Facebook, ovvero due settimane per caricare l'immagine del proprio capo su una pagina Facebook creata appositamente

4 - I "Mi Piace", ovvero l'immagine, quindi la creazione, che ottiene il numero maggiore di "Mi Piace" è la vincitrice del contest - un mese per votare -

5 - Il vincitore su Cucitious, ovvero una bacheca dei vincitori spunterà su questo blog (che nel tempo acquisirà tanti ma tanti visitatori giornalieri) e il capo d'abbigliamento vincitore verrà piazzato lì, e resterà il solo nell'album della pagina Facebook del primo contest.

Vogliamo sognare?

E allora diciamo che raggiunti i dieci contest farò un libro dedicato, con foto e cartamodelli e descrizione delle procedure e ghirlande e coccarde e colombe per ogni capo d'abbigliamento e lo self-publisherò su Amazon. (Per non incorrere in accesi problemi di copyright, inserirò nel libro utopico solo i capi d'abbigliamento modificati rispetto all'originale modello per un buon 30% )

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non sono sarta

...(continua) e che il giorno del matrimonio ti accorgerai di aver cucito male quell'etichetta fucsia, unica pecca di un abito che rasenterà la perfezione in lontananza, e che quella fortunata etichetta con le tue iniziali da sarta novella svolazzerà via e cadrà ai piedi di un misterioso invitato super carino e affascinante, bardato da un abito di alta qualità sartoriale...
...e il giovine ti rivelerà la sua identità pazzesca di persona, perché ti si avvicinerà con passo da modello e...


Stamane mi son svegliata con la voglia di proseguire questa fantasia da "sarta" novella. Non so se mettere l'appellativo tra virgolette per enfatizzarne l'ironia, cioè la paradossale situazione per cui non sono sarta ma mi sto impratichendo e per definizione lo sono, sarta, poiché rappezzo e accomodo seppur in apprendistato, o se lasciare l'appellativo libero, esplicitando un dato di fatto che, se male inteso, potrebbe offendere chi ha studiato decenni per essere Sarta: NON SONO SARTA, MI PIACEREBBE DIVENTARLO, E QUESTO BLOG NON VUOLE FAR ALTRO CHE DESCRIVERE COSA E COME IMPARO, SBAGLIANDO e facendo strafalcioni di imbastiture e cadendo dal pero della logicità sartoriale.

Come ieri, nona lezione di cucito. Sono arrivata con l'intenzione di terminare una camicetta in viscosa con maniche larghe, di cui ho trovato il cartamodello nel Burda di Novembre che ha intervistato la stilista Alessia Giacobino (brand JA NO FUI).
A casa avevo ricalcato il cartamodello, ritagliato la stoffa, fatto i punti lenti e separato le parti. Poi m'ero ritrovata in una impasse, non sapevo come proseguire e trovavo difficoltà nel capire le procedure descritte dal giornale. Sicuramente non ancora assimilo il linguaggio tecnico di Burda ma solo dopo svariate letture delle stesse dieci righe avevo intuito cosa fare.
Bisognava fare gli spacchi della scollatura sul fronte e sul retro, poi aprirli "formando una linea retta e cucirli alla distanza di 5 mm su un bordo longitudinale della striscia per il profilo a partire dal bordo superiore, cucire in sbieco verso l'estremità dell'apertura" (da Burda, cit.), questo il primo passo per la blusa. Ovviamente mi sono fermata all'incisione degli spacchi e senza alcuna sicurezza ho pensato di ritagliarmi in sbieco sul tessuto delle strisce con cui bordare gli spacchi. E li ho imbastiti.

La maestra del corso, al contrario, mi ha detto che il collo va fatto per ultimo, che avrei dovuto imbastire i pezzi unendoli tra loro e per ultimo bordare gli spacchi insieme al collo. Peraltro la bordatura che avevo fatto sul fronte era orripilante, tutta arricciata sulla curva.


Oh no, dovrei scucire di nuovo tutto?


















Forse la lascio così e ci metto una rosellina, un qualcosa che mascheri l'inconveniente :)

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l'inizio

Ho iniziato il mini corso di cucito a settembre, cinque lezioni di 3 ore ognuna per imparare i rudimenti della materia e portarmi a casa un capo d'abbigliamento cucito da me.

Ma parliamo di me e dei miei esordi.

Non ero una "che non sa tenere neanche un ago in mano", per cui quando ho iniziato il corso son partita da un 'quasi-0' e il mio obiettivo a tema (cioè nell'ambito del cucito, perché per il resto vorrei fare qualcosa di figo dal punto di vista della grafica e delle illustrazioni e delle idee di comunicazione, e, a proposito, tra 20 giorni, anzi meno, uscirà un mio libro, non di narrativa...lo scrivo in inglese stay tuned, 'coz Christmas is coming!) è fare qualcosa di talmente carino da essere acquistato da un cliente fallen in love col mio pezzo unico.
Prima di questo 2013 nella mia vita ci sono stati episodi di cucito a mano; a mano giacché la macchina da cucire era lontana dalle mie postazioni universitarie e quando era vicina tendevo a rifiutarla visto che le poche volte che ho tentato di usarla mi rigurgitava filo intrecciato in continuazione.

L'episodio più significativo per la mia anima sarta capitò in una Perugia del 2007, comprai uno scampolo di un glicine luminoso per abbozzare l'abitino che avrei voluto indossare il giorno del matrimonio di una delle mie amiche storiche.
Feci tante tante pince per dare un senso di 'girovita' al pezzo di stoffa (solo questa estate ho scoperto i cartamodelli) e aggiungine una qui una là, pouf mi ritrovai con un abitino indossabile in potenza ma non in pratica. Due giorni fa è diventato una fodera elegante per uno dei miei cuscini da tappeto!

Precedenti e successivi a questo ci son stati altri episodi di restyling o recycling di abiti già confezionati e preferibilmente pagati molto poco o dismessi da decadi... diverse volte con il solo effetto di distruzione totale del capo di abbigliamento.
A proposito di riciclo, sto guardando la trasmissione Re-Fashion su Real Time! Adesso inizieremo tutti a cucire e nessuno cadrà in amore col mio pezzo unico e non lo venderò mai! :(

Nel marzo di questo anno di svolte ho comprato una Singer Promise, perché in quel momento ho deciso di fare sul serio col cucito e con altri propositi della mia vita, tranne la dieta. Ho comprato anche una mini scrivania solo per lei (errore!), ho ritagliato nel salotto lo spazio cucito accanto allo spazio pittura e parallelo allo spazio schitarrate. La macchina è rimasta in scatola per un po' a causa della fobia del filo intrecciato. Il mio primo prodotto senza corso, senza tutorial, senza nozioni in più rispetto a un prima, è stata una federa per un lungo cuscino....federa con fodera e chiusura a coulisse! 
In seguito ho rivestito una cassetta da frutta per farne un porta sacchetti e ho iniziato un'altra mega federa, per un cuscino-testiera terminata in questi giorni e purtroppo da rifare in quanto orrenda. 

Non ho usato frequentemente la macchina dal giorno dell'acquisto, solo per questi pochi lavoretti d'arredamento che non mi entusiasmano granché, non fremo all'idea di vedere il prodotto finito e non passerei più di due ore dietro a una federa o a una tenda. Invece l'abbigliamento mi ispira e quando compro un Burda mi soprassale la voglia di realizzare tutti i modelli  con il primo obiettivo di vedere come mi vengono fuori, quindi è una lotta con me stessa con un proficuo risultato:  tanti vestitini sfiziosi e giacchette alla Desigual, pantaloni per ogni sederino e top della giusta lunghezza. WOW, non pasticcini e dessert che durano due minuti nel palato (eppure mi piace un casino fare i dolci facili) ma abiti che dovrebbero calzarti alla perfezione e che puoi personalizzare alla radice in modo da renderti DESIGUAL sul serio!

Insomma il cucito mi ha sempre affascinato ma io sono ritardataria in tutto, anche nel capire cosa avrei voluto e potuto  sul serio fare nella vita, in tempo per non prendere strade diverse e non del tutto soddisfacenti. Ora, per questa storia del cucito e per altre che ho iniziato sempre in ritardo, non posso che dirmi: "Non è mai troppo tardi!".

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