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da anni voglio farmi un pantalone....

ce la farò?
Linkandovi qui una breve storia dei pantaloni e qui una foto di un pantalone vecchio di 3000 anni, e comunicandovi l'ipotesi che i pantaloni siano stati inventati da pastori nomadi capaci di cavalcare, vi sto solo anticipando i contenuti di questo graaaande post del rientro.
Un post con TUTORIAL....yeahhhh
Beh non so se riuscirò a mettere in pratica lo studio, ma di certo farò un cartamodello su misura e riporterò nel blog ciò che leggo da font attendibili.

Devo dire che il pantalone a cui mi ispiro è a gamba larga e io in realtà lo vorrei più stretto sui polpacci, oppure mi piacerebbe a palazzo. Ma noi che abbiamo fantasia, sappiamo come modificare, seguendo il nostro intuito, il cartamodello per le nostre finalità.

Guardando il modello, posso dirvi con certezza che a noi interessa fare bene la parte alta del pantalone, fino al cavallo, prendendo con minuzia le misure del nostro bellissimo corpo.

Vorrei palesare i miei centimetri, ma vi annoierei :)

E vorrei anche dedicare una riga al termine "appiombo", che significa "Direzione verticale come quella del filo a piombo" (enciclopedia Treccani online), ergo "A. di un abito, caduta della stoffa in linea verticale".

Ecco lo schema per disegnare il vostro cartamodello su misura:

Il retro del pantalone è traslato, spostato di 2 cm in media verso sinistra ed è più grande del davanti di 2 cm su ogni lato.
Sottolineo che mi sembra più difficile a dirsi che a farsi.
Questo è lo schema per il retro:

E qui vi sovrappingo fronte e retro della parte alta, per capire meglio (soprattutto io...sigh):
 



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dovrei essere una clessidra

e voi?

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FAKE TUTORIAL: bisogna solo impacchettare il bomberino, parte 4

Ovviamente comprerò qualcos'altro al nipotino, visto che il dubbio sull'esattezza della taglia permane. Ci vuole il piano B.

Se non dovesse andargli, lo riporterò a Torino e aspetterò che il mio futuro figlioletto abbià l'età e i chili giusti per riempirlo con la sua morbidezza.

Ero rimasta al collo.

L'ho ritagliato e apposto, dritto su dritto, sul collo della giacca.
L'ho appuntato e IMBASTITO, poi l'ho piegato su se stesso.
La fodera sarebbe dovuta finire SOPRA, per cui ho ripiegato verso l'interno il margine del pile, ho appuntato i due tessuti insieme e LI HO IMBASTITI. Infine ho cucito a macchina!
ECCO, dunque, il BOMBERINO (al netto di rimasugli di imbastitura):

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FAKE TUTORIAL: evvai, son giunta al termine

Devo dire di essere molto contenta: è finito!!!

Ammetto spudoratamente che in fondo son soddisfatta: è da pochi mesi che cucio, ho all'attivo nove lezioni di cucito (27 ore) e una media di una seduta settimanale di sewing-by-my-self. Se lo si guarda da lontano, il bomberino, fa una bella vicinanza.

Certo che se poi si vuole cercare il pelo nell'uovo...


Beh ora che l'ho davanti nella sua interezza mi viene solo un minuscolo dubbio:
sarà della giusta taglia?
Sembra piccolo.
Fortuna che il bimbo è magrolino.

Superiamo le quisquiliae e terminiamo il primo FAKE TUTORIAL di Cucitious, iniziato qui.

Avevo la giacchina-fodera in pile tutta assemblata e cucita.
L'ho inserita nel bomberino, ovviamente tenendola al rovescio, di modo che le cuciture e le rimesse di cucitura (ecco il termine esatto) non fossero visibili.
L'ho sistemata per bene, ho fatto coincidere le parti, ho appuntato la tasca imbottita (quella con l'incisione) al suo fronte in pile per poi cucire il contorno della tasca e ricavarmi così il sacchetto.

Beh dai, fa tendenza la cucitura verde in vista, che in realtà è risucchiata dal morbido pile e si confonde :).
La seconda foto riporta il dettaglio della manica.
Le maniche, altra strana storia.
Cosa ho fatto con loro: ho ripiegato le estremità internamente di un centimetro circa, ho appuntato con precisione e ho direttamente cucito a macchina. A quel punto, però, mi son sembrate troppo lunghe... non sapevo come procedere.
Ho cercato riferimenti nei cappotti e nelle giacchette del mio armadio (volevo constatare il rapporto tra la lunghezza totale e quella delle maniche, anche rispetto alle tasche per regolarmi) e ho infine deciso di accorciarle di 5 centimetri.
Le ho ripiegate verso l'interno e ho poi unito i due tessuti con una cucitura invisibile, talmente invisibile che non si capisce dalla foto...
Questo è stato il QUARTO ERRORE nel confezionamento del fantastico bomberino.
Avrei potuto ometterlo ma le bugie hanno le gambe corte o, come in questo caso, le maniche lunghe...ahahah

Ricordo brevemente (per chi non fosse un lettore puntuale del blog :D) che una serie di disdicevoli errori si è abbattuta nefasta sul mio primo lavoro fotografato; alcuni disguidi sono stati causati dal giornale da cui ho preso il cartamodello (sto studiando in autonomia il 'burdese' e non dispongo di un dizionario italiano-burdese) e altri dalla mia fantasia ottimista, oltre che in primiiiiissimo luogo dalla mia inesperienza. Ricordo nel dettaglio che son partita da una modello da bimba, dalla cui foto sul giornale non ho capito se le maniche fossero a 3/4 o standard, per cui, nell'incertezza, ho allungato di dieci centimetri il tracciato riportandolo su carta velina.

Proseguo.


Ho comprato una zip DIVISIBILE dello stesso tono del filo; da chiusa l'ho appuntata all'inizio e alla fine del tessuto, ripiegando internamente il margine dell'imbottito (non quello del pile che tanto non si sfilaccia - una volta cucita la zip ho provveduto a tagliare a filo della cucitura il tessuto irregolare). HO IMBASTITO le due parti della zip e poi ho cucito a macchina sostituendo il piedino classico con questo:

Ecco il capolavoro a un passo dal traguardo.
Manca solo il collo.









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FAKE TUTORIAL: come porto a termine un bomber da bimbo, parte 3

Terzo appuntamento col bomberino: è l'ora della fodera!


A partire dagli stessi cartamodelli, mi sono ricavata maniche, retro e frontali e li ho cuciti insieme, seguendo quest'ordine:
1 - spalle, fronte più retro
2 - maniche al rispettivo fronte e al retro
3 - laterali, fronte più retro
4 - maniche, chiusura

Anche in questo caso senza imbastitura e senza punti lenti...
 IMPORTANTE: entrare sempre dall'estremità del tessuto e uscirne fuori, cioè andare oltre l'estremità del lato che stiamo cucendo.

E BLOCCARE LA CUCITURA INIZIALE E QUELLA FINALE CON UNA CUCITURA ALL'INDIETRO



La fodera è fatta, ma non ho una foto del mio risultato...
Procedo con l'appuntare tra lor nello stesso ordine i pezzi imbottiti...

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che esaurimento!

ahahaha...
altro errore:

tasca a MARSUPIO,
non a canguro!
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FAKE TUTORIAL: io speriamo che me la cavo col bomberino, parte 2

Tanto per capire meglio le tasche, qualche esempio:
Io avrei dovuto fare due tasche nelle cuciture, invece mi son ricavata due tasche a toppa. Purtroppo avevo già inciso il tessuto e così mi son trovata obbligata ad aggiungere due tasche al soffritto. E purtroppo non sapevo come procedere.

Meno male che la fantasia viene quasi sempre a soccorrerti!

Non ho mai fatto una tasca.
Durante il corso non mi è capitato. 
Ho una coppia di ritagli per tasche sui fianchi che avrei voluto tempo fa apporre a una gonna ma non ho mai proseguito il lavoro poiché non sapevo come iniziare, e come finire.


Ho eseguito dei taglietti alle estremità delle incisioni, per poter piegare verso l'interno il tessuto imbottito (ripeto: tutto questo senza leggere istruzioni, tutto frutto di una logica bizzarra, di intuizioni apparentemente sensate, di sentito dire, di misto-non-visto e di FANTASIA!); ho ricavato delle striscette di pile larghe 3/4 centimetri e lunghe 23 cm; dritto su dritto ho appuntato accuratamente i due tessuti tra loro sulla linea di incisione; ho cucito a macchina e infine ho girato il pile verso l'interno. 

Quando bisogna girare il tessuto è meglio lasciare l'ago basso, cioè infilato nella stoffa, in modo da usarlo come PERNO, quindi sollevare l'alza piedino e roteare il tessuto.

Sopra il risultato finale.

Sotto il davanti della giacca: ho pensato di mettere le due tasche a toppa proprio sopra quelle interne, di posizionarle sul lato lungo cosicché le manine del nipotino si infilino lateralmente.
Un suggerimento che ho trovato nel web (come tanti altri :D): alcuni tessuti possono risultare problematici in fase di cucitura a macchina, nel mio caso l'ago rimaneva intrappolato nell'imbottitura che frenava il suo andare. Ho ovviato mettendo della carta velina e cucendo su quest'ultima. Poi è bastato strapparla via.


A QUEL PUNTO LA SITUAZIONE SEMBRAVA SOTTO CONTROLLO...
in realtà ho preso una strada completamente sbagliata. :(

Col senno di poi continuo a chiedermi perché non ho fatto un semplice sacchetto tasca, sempre di 11 x 9 cm...

Invece cosa ho combinato, vediamo:
Ho ritagliato un rettangolo di pile della giusta misura e l'ho cucito in corrispondenza dell'apertura; in questo modo ho rivestito il tessuto imbottito.
I passi successivi erano chiari e spaventosi: una volta realizzata la fodera e sistematala all'interno del bomberino, avrei dovuto cucire su di essa per formare effettivamente il sacco tasca...
e l'avrei dovuto fare con la massima precisione e lentezza...

Si, le cuciture delle tasche interne del mio giacchetto fashion sono  a vista! Devo dire, però, il filo verdone ci sta bene.

A questo punto il danno è da replicare sull'altro pezzo del davanti.


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FAKE TUTORIAL: proviamo a fare un baby bomberino, parte 1

Insomma è vero che il classico procedimento di confezionamento di un capo d'abbigliamento richiede tanto tempo. Tempo più che giusto se il capo è di alta sartoria, se costa tanto, se per un evento speciale, se per esplicita richiesta di chi lo indosserà. Sicuramente la teoria bisogna conoscerla e applicarla, ma se desiderassi confezionarmi abitualmente abiti per tutti i giorni e da cambiare velocemente, quindi numerosi e diversi?

In tal caso, penso, si possa optare per un metodo facilitante e velocizzante no?

Mi sembra che sia anche l'obiettivo di Alessandra Impalli nel suo programma ReFashion (che NON è più in onda alle 15 su Real Time come prima, sigh!!): la costumista in poche ore ti aiuta a creare un abito, eliminando l'imbastitura e i punti lenti dalla realizzazione del capo. D'altronde appuntare un abito in maniera precisa è cosa che prende tanto tempo e pazienza al pari dell'imbastitura ed è allo stesso modo attendibile per procedere direttamente con la cucitura a macchina. E quante volte gli indispensabili punti lenti alla fine non vengono rispettati e non vengono fatti coincidere per motivi di ordine superiore?

Tale premessa per dichiararvi che NON HO FATTO I PUNTI LENTI
e HO IMBASTITO SOLO NEI PUNTI più PERICOLOSI per l'incolumità del capo.

Considerando che ci ho lavorato sei ore, facendo a meno delle due fasi di cui sopra, e che sono solo a metà dell'opera, posso solo pensare "grazie Alessandra! (Non ti preoccupare, so cosa sono i punti lenti, riconosco la loro importanza e li ho eseguiti un paio di volte prima di oggi ma son certa, e te ne assicuro, ricorrerò ad essi in caso di Capo d'Abbigliamento Importante.)".

Iniziamo.

Ho preso del tessuto imbottito e un pile per la fodera, sarà un bomberino mooolto caldo.

Non posto le fasi di ritaglio del cartamodello (già viste in questo post), quindi prendo i fogli ritagliati e li sistemo sul tessuto seguendo i suggerimenti di Burda a riguardo (inserto con i dettagli sul confezionamento).
Appunto il cartamodello al tessuto (ad esempio per la manica stoffa doppia ma non nella ripiegatura!) e mi scrivo i dettagli di quel pezzo, cioè il numero del modello, la taglia, l'edizione del giornale e il tipo di taglio (due volte nella stoffa appunto).

Procedo ora con il segnacentimetro e il gessetto a contrasto a segnare il margine di 4 cm per le maniche e il bordo inferiore (per allungarlo in un domani) e 2 cm per tutto il resto.


Quando si taglia non si deve MAI ALZARE la stoffa, quindi è bene mettere una mano sul tessuto per tenerlo basso e dare quanto meno spazio alla forbice per cambiare inavvertitamente traiettoria.
Ho ricavato la tasca da un cartoncino piuttosto che dalla carta velina, per ridurre il margine d'errore e avere entrambe le tasche identiche. Bisogna disegnarle ex novo, in questo caso 11 x 9 cm.

ED ECCO IL PRIMO ERRORE abbattersi sul confezionamento del bomberino (che poi bomber non è perché, secondo i miei calcoli, dovrebbe arrivare a metà coscia e non in vita).
Burda dice di incidere le tasche, etc etc (traducetemi por favor).
Questo et cetera mi risulta difficile da comprendere, per cui...
mi ritrovo a fare di testa mia. 


Questo il risultato finale:
Due taschette così: fronte imbottito e fodera di pile con un risvoltino tondeggiante del tessuto (scampolo finale forse) che lambisce il lato aperto della tasca.
UPS, però.
Queste tasche non sono quelle descritte dal giornale... a loro non serve quelll'incisione sulla parte frontale, basta cucirle nel punto in cui le desidero... queste sono TASCHE A TOPPA, mentre Burda ha cercato di spiegarmi come realizzare delle TASCHE NELLE CUCITURE!

Come rimedio, ora, alle incisioni già fatte sui davanti?

IL SECONDO ERRORE SI MATERIALIZZA nella mia mente, che d'altronde non ha trovato altra geniale soluzione!

Chiaro,
4 TASCHE!




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keep calm and call a true sarta...

che pastrocchio incasinato che sto facendo...
non è ancora terminato il bomberino "fashion victim and I don't care" ma l'incipit non è stato dei più allettanti.

Sarà che son troppo impegnata e non ho la mente libera e tranquilla (provo sensi di colpa quando mi allontano dal computer e ansia quando faccio altro dai progetti che devo portare avanti - uno di questi è diviso in parti e la prima è in fase di stampa - ), sarà che senza una Sarta-Guida è difficile buttarsi con ottimismo in nuovi progetti, sarà che Burda parla un linguaggio che non comprendo facilmente...

Sarà che il giornale mi dice di cucire le spalle ai laterali e poi attaccare le maniche che escono male, perché è faticoso e con possibilità di arricciatura involontaria più alte, sarà che ho ricordato tardi che in altre due occasioni, durante il corso, ho cucito prima le spalle poi le maniche alle spalle, poi i laterali tra loro, per poi chiudere le maniche e rifinire l'incrocio tra i tre elementi....

sarà poi, e ripeto sarà,
che non ho trovato un cartamodello da bimbo e mi son trovata a PRENDERNE UNO DA BIMBA certa che bastasse eliminare il leggero restringimento in vita.

Sarà che non ho capito se questa giacchetta (neanche un bomber!) da bimba avesse maniche a 3/4 o normali (giuro che dalla foto non si capisce!), sarà che di mia iniziativa ho deciso di allungarla per farla arrivare a metà coscia...

sarà forse che non ho assolutamente capito come fare le tasche (vi trascriverò il pezzo in aramaico del Burda) e così da due che riportava il modello me ne sono uscite ben 4.

So cosa state pensando.

Avrei dovuto mollare da principio, non iniziare senza il cartamodello appropriato.
E ho decisamente sbagliato a svelarvi tutto in anticipo, così da razzolare via quella (permettetemi un aggettivo inesistente ma azzeccato) sbriciolosa fiducia nei miei confronti.. sigh.

Insomma avrei dovuto dirvi DOPO il mio PRIMO prossimo FAKE TUTORIAL che questi errori si sono materializzati incontrollabilmente uno dopo l'altro, senza sosta, costringendomi a fare un lavoro bizarre per non dire brutto, e autrement bon per non dire cestinabile.

Ma il giubetto c'è quasi, l'ho fotografato e ve lo descriverò, tutto!
Tanto lo regalerò lo stesso!
Uhuhuh

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...redigote??

In questo post ho inserito una grafica ricapitolativa per scegliere l'abito da sposa più adatto al proprio body.

E ups ups
si scrive REDINGOTE!

Fatto sta che prima di iniziare il lavoro quotidiano al pc, che oggi non consiste nel scrivere articoli su Cucitious, presa dalla speranza di leggere un commentino e dalla curiosità di vedere il numero delle visite in crescita vertiginosa, ho optato per una capatina al blog... e pouf! ma cos'è sto redigote, scritto anche in malo modo? Originariamente robe-manteau equestre, stretto in vita e largo sui fianchi per permettere la cavalcata, riadattato al femminile nel 1700, è un abito con bustino e gonna larga che a partire dal sotto-seno, dalla parte alta del corsetto, si stacca e si amplia.
In questo articolo son ben descritti tutti i modelli nuziali pour femme.

Per oggi è tutto.
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Ho fatto bene

Ho fatto bene a decidere per una non-agenda, visti gli ultimi giorni di totale assenza dal mondo del cucito.

Questo post è solo una postilla riguardo il prossimo traguardo sartoriale.
Arriva il Natale e quindi i regalini e, quindi, cosa fa una che non sa cucire bene ma è convinta che una cosa fatta a mano con cuore e impegno sia il regalo più bello, soprattutto a Natale, soprattutto al nipotino che ha già tanti giocattoli?

Gli fa una bellissima giacca ripiena di pile, un po' stile "cool, you fashion victim" e un po' stile "I don't care"
Pertanto affamati lettori di Cucitious, va bene anche solo lettori :), il prossimo dettagliato post analizzerà con dovizia di particolari, senza problemi di tessuto mancante, tutte le fasi per fare una giacca invernale da bimbo con cappuccio!

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bellissimi abiti nuvola

Lei è la stilista di abiti da sposa che preferisco: Vera Wang.
Mi piacciono tutti i suoi abiti ma penso che quello che mi più rappresenti sia così

lo trovo nuvoloso, leggero, volatile, trasparente, delicato, immenso, importante.
Bisognerà avere il corpo giusto per indossarlo o farà la sua bella figura anche così riempito ( ho oscurato il viso della ragazza) ?

I vestito dovrebbe rifletterti...e non solo interiormente...

Il tessuto leggero come il tulle esalta i corpi esili e li 'allarga'; i corpi più rotondetti e pesanti è meglio bardarli con tessuti più pesanti e astringenti che sottolineano le curve ma contenendole.



Cerchiamo di ricapitolare con una grafica:



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Aaaa non ce la faccio a cucire solo di domenica

Okey, mi è scappato.
Ieri ho tagliato e imbastito e stamattina cucito e quasi terminato un abitino fatto più o meno così:

É successo che avevo due scampoli in jersey ma prima ancora c'era il fatto che disponevo già dei quattro pezzi in carta velina (difatti ho deciso di dedicare qualche serata dopocena a ricavarmi i cartamodelli dei capi vorrei ci fossero nel mio armadio).

Poi è successo che ieri alle 17 mi son trovata con un certo bisogno di riposare gli occhi e allontanarli dallo schermo (Ettario è pronto e, novità, avrà un seguito...) ed allora ho iniziato: ho sovrapposto i pezzi, li ho appuntati, tagliati etc etc.


Visto che a proposito dei contest di cucito, ho buttato lì l'ipotesi di premiare le vincitrici dei vari contest con un libro self-published a condizione, però, che i modelli premiati risultino per un 30% modificati rispetto all'originale, potrei approfittare di questa mia svista di cucito fuori dagli orari prestabiliti per ipotizzare queste eventuali modifiche che differenzino il capo in gara dall'originale.


Potrei ad esempio modificare l'abitino di sopra con una coulisse alla base oppure potrei cambiare il collo, optando per una scollatura a 'V' piuttosto che la barchetta proposta nel modello, oppure potrei aggiungere delle tasche, cosa non previsa nell'originale. Insomma un paio di modifiche e il 30% è fatto, solo bisogna fare un riferimento specifico al modello di partenza con data e nome della rivista, numero del modello, etc.

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storia del maglione senza stoffa

Buongiorno!

Stamane avevo altro in programma, tipo terminare Ettario, quando ho pensato di scrivere du righe sulla fine del maglione di cui vi ho illustrato con foto le fasi iniziali di ritaglio del cartamodello. Mi loggo su Blogger, apro un nuovo post, quando mi dico: "ma vediamo se magari chissà... qualche commento....". E invece ho trovato il primo vero Membro (perchè io-Graficious non faccio testo) del mio blog.
Insomma, è una bella sensazione e vorrei pubblicamente salutare il fautore della mia pétite joie matinale:
Ciao Sara V., che hai un blog con 13.226 visite e 37 Membri! (ma non hai votato il tuo capo preferito? :D)

Torniamo alla storia quasi infelice del maglione a cui mancavano i giusti metri di stoffa per essere il maglione che avrebbe dovuto essere!

Il punto è che la ratina (tessuto di lana) costicchiava e al momento dell'acquisto ho optato per un metro e sembrava un bel pezzo di stoffa!

Nonostante abbia cercato di posizionare i pezzi cartacei nel migliore dei modi, guardando al centimetro, mi sono accorta che la ratina non mi sarebbe bastata.

Attimo di ingegnosa riflessione e poi... eureka! Ahahaha, glielo faccio vedere io a Burda come riesco a farmi questo maledetto maglioncino in un metro di ratina!

Stringo qui, stringo la, ma si tanto è un modello largo, accorcio pure qua...ta ta ta...okey si, questo c'è uscito...cacchio questo potrebbe non farcela.... evvai c'è uscito anche 'sto pezzo... ora toc
Oh no! Non bastaaaaaaaaa!

Morale della favola: mai lottare contro Burda, se nel profiletto tecnico c'è scritto che occorrono 2 metri per ogni taglia allora ne occorrono 2, punto e Schluss!
Così ora devo tornare al negozio (che ancora non è mio sponsor e quindi non lo nomino... ma semmai volesse sono disponibile :D) e sperare che la ratina grigia non sia terminata come l'estate un mese fa.



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d'ora in poi solo cose serie

Si, da quando ho fatto il disegnino della mia macchina mi sono avviata lungo il sentiero in salita dell'apprendimento serio.
Quindi oggi, nona mattina chiara di un sabato novembrino che decorre veloce, espongo i primi step del cucito, ovvero scelta del modello, individuazione del cartamodello, ricalco e ritaglio del cartamodello, studio di parole strane del giornale.

1 -  individuazione del cartamodello: apro il foglio unico del Burda (finora li ho presi da lì), individuo il foglio contenente il modello da me scelto, in questo caso foglio D; questa informazione è specificata nel box tecnico che illustra i pezzi di cui si compone il modello, il tipo di contorno per ogni taglia e il colore del tracciato, in questo caso nero.


2 - ricalco del cartamodello: allora il mio maglione si compone di 4 pezzi da ritagliare (fronte, retro, fronte e retro della manica). Ogni pezzo è identificato da un numero: ogni numero è riportato al margine del foglio D per circoscrive l'area interna in cui si trova il tracciato completo. Partiamo dal numero 24, dal fronte della manica. Cerco il 24 ai margini del foglio D, trovatolo (aaaaa, devo fare la manicure!) mi muovo internamente, verso l'alto, alla ricerca del 'vero' 24, quello vicino alla linea di contorno nera come scritto nel box tecnico. La mia taglia tedesca è una 42 e il suo tracciato ha una sua tratteggiatura, indicata da quel brutto dito nell'ultimo step.

3 - ritaglio del cartamodello: sovrappongo la carta velina al foglio D, stendendolo per bene a coprire tutta il tracciato del pezzo 24 e procedo con il ripassare a matita (o altro dalla punta sottile) tutto il mio pezzo. Infine forbici per carta in mano e precisione quasi massima: ecco il fronte della manica.




4 - studio di parole strane del giornale: ne ho trovate un paio e prima del blog (nuovo tipo di datazione, ante e post blog :)) non le ho analizzate nello specifico; è giunto il momento di capire cosa sono la fliselina e la ratina, e dettagliare meglio lo sbieco.
La fliselina è una teletta usata per rinforzare una parte del capo d'abbigliamento come il colletto o i polsini; può essere termoadesiva, cioè con colla su uno dei lati, in modo da farla aderire al tessuto e poi stirarla per incollarla del tutto.
La ratina è un tessuto di lana pesante ma morbida alla mano.
Lo sbieco si acquista già fatto o si può ricavare tagliando la stoffa con un angolo di 45° rispetto alla direzione normale del filato, questo taglio in obliquo permette al tessuto di essere molto più elastico e manipolabile rispetto al DRITTO FILO, in cui sono generalmente ritagliati gli abiti. Spesso lo sbieco come fettuccia di tessuto, generalmente cotone, viene usata per le rifiniture e i bordi ( per il mio primo tubino in fresco lana ho però usato uno sbieco in raso); questo sbieco è ripiegato internamente e stirato, in modo da avere una piega permanente.


* ORDITO è il filo verticale
   TRAMA è il filo orizzontale
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come ho salvato la camicetta del post precedente

Care lettrici (spero in almeno mia madre e un'amica) ho salvato la blusa in viscosa con quella arricciatura sulla scollatura frontale non contemplata nel cartamodello e che, se avessi avuto meno fiducia e perseveranza, sarebbe stata camuffata da una bella rosellina in tinta.

Insomma dopo aver unito i pezzi tra loro appuntandoli con gli spilli, ho imbastito il tutto andando sempre dalle spalle verso il basso.

Ho passato tutto in macchina, poi è venuto il bello, non il bello della diretta, non il bello muscoloso della Coca Cola, ma il bello delle maniche arricciatissime, che da una circonferenza di 50 centimetri circa sarebbero dovute passare a una di 21 cm!

Premetto che durante le nove lezioni, ormai terminate, del corso non ho avuto occasione di fare arricciature di alcun genere.

Il risultato, però, è stato più che sufficiente, guardate per credere (anche il collo risistemato, beh poi a una distanza 'sociale' di un metro non si vedono i difettucci):

 

Infine vi ho fotografato le rifiniture:



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