mercoledì 6 novembre 2013

non sono sarta

...(continua) e che il giorno del matrimonio ti accorgerai di aver cucito male quell'etichetta fucsia, unica pecca di un abito che rasenterà la perfezione in lontananza, e che quella fortunata etichetta con le tue iniziali da sarta novella svolazzerà via e cadrà ai piedi di un misterioso invitato super carino e affascinante, bardato da un abito di alta qualità sartoriale...
...e il giovine ti rivelerà la sua identità pazzesca di persona, perché ti si avvicinerà con passo da modello e...


Stamane mi son svegliata con la voglia di proseguire questa fantasia da "sarta" novella. Non so se mettere l'appellativo tra virgolette per enfatizzarne l'ironia, cioè la paradossale situazione per cui non sono sarta ma mi sto impratichendo e per definizione lo sono, sarta, poiché rappezzo e accomodo seppur in apprendistato, o se lasciare l'appellativo libero, esplicitando un dato di fatto che, se male inteso, potrebbe offendere chi ha studiato decenni per essere Sarta: NON SONO SARTA, MI PIACEREBBE DIVENTARLO, E QUESTO BLOG NON VUOLE FAR ALTRO CHE DESCRIVERE COSA E COME IMPARO, SBAGLIANDO e facendo strafalcioni di imbastiture e cadendo dal pero della logicità sartoriale.

Come ieri, nona lezione di cucito. Sono arrivata con l'intenzione di terminare una camicetta in viscosa con maniche larghe, di cui ho trovato il cartamodello nel Burda di Novembre che ha intervistato la stilista Alessia Giacobino (brand JA NO FUI).
A casa avevo ricalcato il cartamodello, ritagliato la stoffa, fatto i punti lenti e separato le parti. Poi m'ero ritrovata in una impasse, non sapevo come proseguire e trovavo difficoltà nel capire le procedure descritte dal giornale. Sicuramente non ancora assimilo il linguaggio tecnico di Burda ma solo dopo svariate letture delle stesse dieci righe avevo intuito cosa fare.
Bisognava fare gli spacchi della scollatura sul fronte e sul retro, poi aprirli "formando una linea retta e cucirli alla distanza di 5 mm su un bordo longitudinale della striscia per il profilo a partire dal bordo superiore, cucire in sbieco verso l'estremità dell'apertura" (da Burda, cit.), questo il primo passo per la blusa. Ovviamente mi sono fermata all'incisione degli spacchi e senza alcuna sicurezza ho pensato di ritagliarmi in sbieco sul tessuto delle strisce con cui bordare gli spacchi. E li ho imbastiti.

La maestra del corso, al contrario, mi ha detto che il collo va fatto per ultimo, che avrei dovuto imbastire i pezzi unendoli tra loro e per ultimo bordare gli spacchi insieme al collo. Peraltro la bordatura che avevo fatto sul fronte era orripilante, tutta arricciata sulla curva.


Oh no, dovrei scucire di nuovo tutto?


















Forse la lascio così e ci metto una rosellina, un qualcosa che mascheri l'inconveniente :)

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