lunedì 4 novembre 2013

l'inizio

Ho iniziato il mini corso di cucito a settembre, cinque lezioni di 3 ore ognuna per imparare i rudimenti della materia e portarmi a casa un capo d'abbigliamento cucito da me.

Ma parliamo di me e dei miei esordi.

Non ero una "che non sa tenere neanche un ago in mano", per cui quando ho iniziato il corso son partita da un 'quasi-0' e il mio obiettivo a tema (cioè nell'ambito del cucito, perché per il resto vorrei fare qualcosa di figo dal punto di vista della grafica e delle illustrazioni e delle idee di comunicazione, e, a proposito, tra 20 giorni, anzi meno, uscirà un mio libro, non di narrativa...lo scrivo in inglese stay tuned, 'coz Christmas is coming!) è fare qualcosa di talmente carino da essere acquistato da un cliente fallen in love col mio pezzo unico.
Prima di questo 2013 nella mia vita ci sono stati episodi di cucito a mano; a mano giacché la macchina da cucire era lontana dalle mie postazioni universitarie e quando era vicina tendevo a rifiutarla visto che le poche volte che ho tentato di usarla mi rigurgitava filo intrecciato in continuazione.

L'episodio più significativo per la mia anima sarta capitò in una Perugia del 2007, comprai uno scampolo di un glicine luminoso per abbozzare l'abitino che avrei voluto indossare il giorno del matrimonio di una delle mie amiche storiche.
Feci tante tante pince per dare un senso di 'girovita' al pezzo di stoffa (solo questa estate ho scoperto i cartamodelli) e aggiungine una qui una là, pouf mi ritrovai con un abitino indossabile in potenza ma non in pratica. Due giorni fa è diventato una fodera elegante per uno dei miei cuscini da tappeto!

Precedenti e successivi a questo ci son stati altri episodi di restyling o recycling di abiti già confezionati e preferibilmente pagati molto poco o dismessi da decadi... diverse volte con il solo effetto di distruzione totale del capo di abbigliamento.
A proposito di riciclo, sto guardando la trasmissione Re-Fashion su Real Time! Adesso inizieremo tutti a cucire e nessuno cadrà in amore col mio pezzo unico e non lo venderò mai! :(

Nel marzo di questo anno di svolte ho comprato una Singer Promise, perché in quel momento ho deciso di fare sul serio col cucito e con altri propositi della mia vita, tranne la dieta. Ho comprato anche una mini scrivania solo per lei (errore!), ho ritagliato nel salotto lo spazio cucito accanto allo spazio pittura e parallelo allo spazio schitarrate. La macchina è rimasta in scatola per un po' a causa della fobia del filo intrecciato. Il mio primo prodotto senza corso, senza tutorial, senza nozioni in più rispetto a un prima, è stata una federa per un lungo cuscino....federa con fodera e chiusura a coulisse! 
In seguito ho rivestito una cassetta da frutta per farne un porta sacchetti e ho iniziato un'altra mega federa, per un cuscino-testiera terminata in questi giorni e purtroppo da rifare in quanto orrenda. 

Non ho usato frequentemente la macchina dal giorno dell'acquisto, solo per questi pochi lavoretti d'arredamento che non mi entusiasmano granché, non fremo all'idea di vedere il prodotto finito e non passerei più di due ore dietro a una federa o a una tenda. Invece l'abbigliamento mi ispira e quando compro un Burda mi soprassale la voglia di realizzare tutti i modelli  con il primo obiettivo di vedere come mi vengono fuori, quindi è una lotta con me stessa con un proficuo risultato:  tanti vestitini sfiziosi e giacchette alla Desigual, pantaloni per ogni sederino e top della giusta lunghezza. WOW, non pasticcini e dessert che durano due minuti nel palato (eppure mi piace un casino fare i dolci facili) ma abiti che dovrebbero calzarti alla perfezione e che puoi personalizzare alla radice in modo da renderti DESIGUAL sul serio!

Insomma il cucito mi ha sempre affascinato ma io sono ritardataria in tutto, anche nel capire cosa avrei voluto e potuto  sul serio fare nella vita, in tempo per non prendere strade diverse e non del tutto soddisfacenti. Ora, per questa storia del cucito e per altre che ho iniziato sempre in ritardo, non posso che dirmi: "Non è mai troppo tardi!".

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