mercoledì 4 dicembre 2013

keep calm and call a true sarta...

che pastrocchio incasinato che sto facendo...
non è ancora terminato il bomberino "fashion victim and I don't care" ma l'incipit non è stato dei più allettanti.

Sarà che son troppo impegnata e non ho la mente libera e tranquilla (provo sensi di colpa quando mi allontano dal computer e ansia quando faccio altro dai progetti che devo portare avanti - uno di questi è diviso in parti e la prima è in fase di stampa - ), sarà che senza una Sarta-Guida è difficile buttarsi con ottimismo in nuovi progetti, sarà che Burda parla un linguaggio che non comprendo facilmente...

Sarà che il giornale mi dice di cucire le spalle ai laterali e poi attaccare le maniche che escono male, perché è faticoso e con possibilità di arricciatura involontaria più alte, sarà che ho ricordato tardi che in altre due occasioni, durante il corso, ho cucito prima le spalle poi le maniche alle spalle, poi i laterali tra loro, per poi chiudere le maniche e rifinire l'incrocio tra i tre elementi....

sarà poi, e ripeto sarà,
che non ho trovato un cartamodello da bimbo e mi son trovata a PRENDERNE UNO DA BIMBA certa che bastasse eliminare il leggero restringimento in vita.

Sarà che non ho capito se questa giacchetta (neanche un bomber!) da bimba avesse maniche a 3/4 o normali (giuro che dalla foto non si capisce!), sarà che di mia iniziativa ho deciso di allungarla per farla arrivare a metà coscia...

sarà forse che non ho assolutamente capito come fare le tasche (vi trascriverò il pezzo in aramaico del Burda) e così da due che riportava il modello me ne sono uscite ben 4.

So cosa state pensando.

Avrei dovuto mollare da principio, non iniziare senza il cartamodello appropriato.
E ho decisamente sbagliato a svelarvi tutto in anticipo, così da razzolare via quella (permettetemi un aggettivo inesistente ma azzeccato) sbriciolosa fiducia nei miei confronti.. sigh.

Insomma avrei dovuto dirvi DOPO il mio PRIMO prossimo FAKE TUTORIAL che questi errori si sono materializzati incontrollabilmente uno dopo l'altro, senza sosta, costringendomi a fare un lavoro bizarre per non dire brutto, e autrement bon per non dire cestinabile.

Ma il giubetto c'è quasi, l'ho fotografato e ve lo descriverò, tutto!
Tanto lo regalerò lo stesso!
Uhuhuh

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