mercoledì 21 maggio 2014

moda dal cestino

Parliamo di UPCYCLING-MODE (auf Deutsch), cioè della moda del riciclo che sta coinvolgendo giovani stilisti e non solo.
E' la moda che rinasce dagli scarti e dagli avanzi di stoffa per ricomporsi in nuovi capi di abbigliamento, anche di alta sartoria. Orsola de Castro si è impegnata in questo riciclaggio che non necessita di un ulteriore lavorio sui materiali scartati, dal 1997: la sua linea From Somewhere si fonda sull'obiettivo di riequilibrare i rapporti tra consumo e smaltimento. Essere ecologici non significa risparmiare soldini, forse tutt'altro. Lo vediamo nelle poche cose riciclate che troviamo nei supermarket che il prezzo è paritario a quello del prodotto standard. Riciclare costa ancora troppo. Ma è anche vero che comprare genericamente cose a 5€ significa sfruttare i lavoratori che ci stanno dietro e sicuramente non avere un prodotto di qualità.
Ugualmente veritiero però che io personalmente non spenderei 60 sterline per questa canotta in poliestere riciclato (e non solo per il fatto che il poliestere mi elettrizza i capelli per una settimana), bensì spenderei 43 € per questo abitino in cotone organico.

Fatto sta che per avere aziende dalla coscienza aziendale un po' più pulita, dobbiamo essere noi consumatori ad acclamare al cambiamento. Zara ha aderito alla campagna DETOX di Greenpeace sotto la spinta di 300mila persone che hanno chiesto al suo patron di rivedere la filiera produttiva dei suoi tessuti. La moda fa largo uso di sostanze chimiche e coloranti che finiscono sulla nostra pelle e nelle nostre acque.


Frattanto che ci formiamo la nostra idea sulla upcycling-mode, guardiamoci questi link:
http://www.reetaus.com/
http://www.globehope.com/
https://www.cushe.com/US/en
http://www.greenorangefashion.com/#!en/go-fashion-fair/
http://www.postdiem.com/collections.html
http://jakeandmaya.com/jakeandmaya

2 commenti:

  1. Interessante! Sono una grande amante del'upcycling! Io però preferisco arrangiarmi da me, perchè il risvolto economico non è da trascurare..
    Certo che hai ragione, oggi siamo abituati a trovare nei negozi capi a prezzi stracciati, ma non ci facciamo molte domande sul perchè. Sia dal punto di vista etico, sia da quello della qualità del prodotto. Proprio due giorni fa mi si è letteralmente sbrindellato addosso un paio di jeans acquistati poco più di un anno fa. Certo pagati poco ma...
    tutto questo fa pensare!

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    1. Ciao Lucia!
      grazie del tuo commento! Riciclare da soli è ancora più soddisfacente, e forse più faticoso. Per fare una maglia patchwork bisognerebbe prima radunare tutti i pezzi scartati, farli combaciare tra loro e poi cucirli...oddio! Di certo ci sono modi più semplici per riciclare ed è molto bello cambiare il significato di una vecchia tshirt o pantalone o indumento-vecchio-o-rotto che sia!

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